Un confronto multidisciplinare ha animato la tavola rotonda dell’AccadeMIa della Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano
Lo scorso 9 giugno, presso lo Spazio IlluMI di Milano, ospiti di InPlace, si è svolto l’incontro “Disuguaglianze e Inclusione: a che punto siamo e qual è l’attuale visione delle imprese straniere e italiane?”, organizzato dall’AccadeMIa della Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano in collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano e l’ANCL di Milano.
Un dibattito necessario sui tempi che cambiano
L’evento, parte del ciclo di “Riflessioni sul mondo del lavoro che cambia”, ha riunito esperti di diversi settori per affrontare uno dei temi più attuali del panorama aziendale contemporaneo: le politiche di Diversità, Equità e Inclusione (DEI).
Come evidenziato nell’apertura dei lavori, quando si parla di diversità, equità e inclusione non si tratta semplicemente di strategie aziendali o adempimenti normativi, ma di un cambiamento culturale profondo che trasforma il modo stesso di concepire il lavoro e le relazioni umane nelle organizzazioni.
La prospettiva psicologica: definire diversità e inclusione
Il Professor Stefano Gheno, ordinario di Psicologia delle Risorse Umane all’Università Cattolica di Milano, ha fornito le basi concettuali del dibattito, delineando il vero significato dei concetti di diversità e inclusione. La diversità riflette le caratteristiche uniche di ogni individuo – etnia, età, genere, orientamento affettivo, convinzioni, esperienze personali, abilità cognitive e fisiche – mentre l’inclusione rappresenta la strategia che consente di riconoscere e valorizzare queste differenze, creando ambienti dove ogni persona possa sentirsi genuinamente accolta e rispettata.
L’approccio legale: etica e processi aziendali
L’Avvocato Giampiero Falasca, Partner di DLA Piper con una lunga esperienza nell’assistenza di grandi imprese nazionali e internazionali, ha affrontato il tema cruciale di come l’etica dovrebbe integrarsi nei processi aziendali. La prevenzione della discriminazione e l’istituzione dell’uguaglianza sui luoghi di lavoro rappresentano, prima di tutto, una responsabilità etica delle aziende e una questione di equità che deve trovare applicazione concreta nelle procedure operative.
La consulenza del lavoro: esperienze a confronto e il ruolo del professionista a fianco delle aziende
Il Dottor Potito di Nunzio, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano, ha evidenziato come l’approccio delle aziende alle politiche DEI oscilli spesso tra la percezione di onere e quella di investimento. Il ruolo del consulente del lavoro risulta fondamentale nel rafforzare la cultura sulla Diversity & Inclusion in azienda, fornendo gli strumenti tecnici e strategici necessari per una corretta implementazione.
Il modello lombardo: inclusione come valore aggiunto
Paolo Mora, Direttore della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, ha presentato il “Modello lavoro inclusivo nelle imprese lombarde”, un progetto finanziato da Regione Lombardia che vede il coinvolgimento di Unioncamere Lombardia. L’iniziativa mira all’implementazione dei principi di inclusione della disabilità e alla certificazione D&I, promuovendo la cultura dell’inclusione come valore aggiunto per l’impresa attraverso la definizione di una Prassi di Riferimento validata mediante sperimentazione su un panel di imprese lombarde.
La voce delle aziende: competitività e appartenenza
Sandra Cattapan, Responsabile Coordinamento Estero Risorse Umane e Diversity Manager di Banca Mediolanum, ha rappresentato il punto di vista delle aziende italiane, evidenziando come le imprese che investono nelle politiche DEI favoriscano un maggiore senso di appartenenza tra i lavoratori e accrescano la competitività aziendale. Le politiche DEI non solo attraggono e fidelizzano i talenti, ma contribuiscono anche a migliorare le performance delle aziende, trasformando la diversità da potenziale criticità in fattore strategico di successo.
Le sfide dell’implementazione
Il dibattito ha messo in luce anche le complessità dell’implementazione delle politiche DEI. Nonostante la crescente sensibilità sul tema, molte organizzazioni faticano ad attuare un reale cambiamento, spesso ostacolate da consuetudini radicate o pregiudizi inconsci. L’implementazione delle politiche DEI può incontrare resistenze culturali e richiede investimenti significativi in formazione e consulenze.
Verso una cultura aziendale inclusiva
I relatori hanno concordato sul fatto che le politiche DEI, quando implementate con autenticità e continuità, non si limitano a migliorare l’ambiente di lavoro ma trasformano la cultura aziendale, rendendola più resiliente, più innovativa e più capace di attrarre e trattenere i migliori talenti. Una cultura aziendale inclusiva favorisce il benessere dei dipendenti, riduce turnover e assenteismo, e facilita la collaborazione e la fiducia tra colleghi.
Conclusioni
L’incontro ha confermato che le politiche di Diversità, Equità e Inclusione rappresentano oggi una trasformazione necessaria ma complessa del mondo del lavoro. Il confronto multidisciplinare ha evidenziato come l’approccio più efficace richieda l’integrazione di competenze diverse – psicologiche, legali, consulenziali, istituzionali e aziendali – per creare un ecosistema in cui l’inclusione diventi davvero un valore aggiunto per le imprese e per la società nel suo complesso. Durante l’incontro si è anche sviluppata una riflessione della funzione e della efficacia dell’intervento del Legislatore in temi come la DEI.
L’evento, che ha visto una partecipazione numerosa sia in presenza che in videoconferenza, si inserisce nel più ampio percorso di riflessione promosso dall’AccadeMIa della Fondazione, confermando la necessità di continuare il dialogo su questi temi cruciali per il futuro del lavoro.
Sotto il video you tube per rivedere l’intero evento e approfondire le riflessioni emerse durante il dibattito.
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