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    Il lavoro tra percezione e realtà: giovani, orientamento e futuro occupazionale a Milano

    Il lavoro tra percezione e realtà: l’impegno della Fondazione Cdl Milano per le nuove generazioni

    Oltre il (dis)orientamento: una nuova narrazione per il futuro occupazionale

    Due le tavole rotonde che si sono succedute nel corso della mattinata in occasione della sosta a Milano del truck per la terza edizione de Il lavoro viaggia con noi, organizzata da Fondazione Consulenti per il lavoro, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore ove sono stati allestiti numerosi stand per accogliere i giovani e gli studenti e fornire loro informazioni su orientamento, redazione del c.v., su temi quali la legalità, la sicurezza sul lavoro, la professione di Consulente del lavoro e molto altro ancora.

    La prima tavola rotonda, “La percezione del lavoro negli adolescenti e il ruolo educativo di famiglia e istituzioni”, è stata moderata da Potito di Nunzio, ha riunito Alessia Cappello (Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano), Pietro Galeone (AFOL Metropolitana di Milano), Stefano Gheno (Università Cattolica) e Luciana Mari (Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano). Punto di partenza, i disegni e le parole raccolti dalla Fondazione in 35 classi delle scuole superiori milanesi, per un totale di 2.625 studenti: fatica, sacrificio, stress, controllo, fino a immagini di prigioni e lapidi. Una percezione che si forma prima ancora di entrare nel mondo del lavoro, osservando genitori e adulti, e che racconta giovani non disinteressati al lavoro, ma in cerca di un lavoro sostenibile, dotato di senso e capace di valorizzare la persona. Dal confronto sono emersi la difficoltà delle istituzioni a entrare nelle scuole, il ruolo dei social – Instagram e TikTok – come nuove agenzie educative, la necessità di figure di mentoring e role model, il valore dell’orientamento svolto dagli entri preposti nei CFP e nei Centri per l’Impiego, e la centralità delle competenze trasversali in un mondo segnato dalle transizioni ecologica, digitale, demografica e geopolitica. Richiamato il ruolo dei Consulenti del Lavoro come interlocutori privilegiati delle micro e piccole imprese – il 95% del tessuto produttivo italiano – per accompagnare un cambio di prospettiva: dal lavoro come minimizzazione del costo nel breve periodo al lavoro come investimento di lungo periodo sulla persona.

    La seconda tavola rotonda, “Lavoro e retribuzione: va cambiato il sinallagma?”, moderata da Luciana Mari, ha visto il confronto tra Mirko Altimari (Università Cattolica), Letizia Cirillo (Mykes Impresa Sociale), Potito di Nunzio (Ordine Consulenti del Lavoro di Milano), Anna Maria Gandolfi (Consigliera di Parità Regionale), Stefano Passerini (Assolombarda) e Annalisa Rosiello (Avvocata). Dal confronto è emersa una linea condivisa: il sinallagma tra prestazione e retribuzione non va cambiato, ma arricchito. La retribuzione monetaria resta la base – tanto più in città ad alto costo della vita come Milano – ma accanto ad essa pesano oggi flessibilità, conciliazione vita-lavoro, welfare aziendale come infrastruttura sociale, senso e qualità del lavoro, prospettive di crescita. Richiamati il gender pay gap (concentrato nel salario accessorio) con i suoi effetti sulle pensioni femminili e la necessità di una “tolleranza zero” verso discriminazioni, mobbing e molestie. Centrali il ruolo della contrattazione collettiva, della previdenza complementare e di un welfare accessibile anche alle PMI. Con quattro – presto cinque – generazioni in azienda, la sfida è un’alleanza tra imprese, istituzioni, professionisti, parti sociali e mondo giuridico per restituire al lavoro il suo valore di persona, non solo di contratto.

    Fondazione CDL Milano: costruiamo oggi la cultura del lavoro di domani.