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    La riforma delle professioni: principi direttivi e prospettive

    Responsabilità istituzionale e spirito costruttivo

    La riforma delle professioni: principi direttivi e prospettive

    Potito di Nunzio traccia una prima analisi del disegno di legge di riforma delle professioni alla quale guarda con un cauto ottimismo e con la consapevolezza che rappresenta un’occasione irripetibile per consolidare l’identità e il riconoscimento della nostra professione dopo oltre quarant’anni dalla legge istitutiva.

    Lo schema di legge delega rappresenta per i Consulenti del Lavoro un’opportunità concreta di rinnovamento dell’assetto ordinamentale, da affrontare con consapevolezza e spirito costruttivo.
    La fase attuativa richiederà un impegno attivo e vigile da parte del Consiglio Nazionale, chiamato a collaborare con il legislatore delegato affinché i principi generali della riforma siano tradotti in norme coerenti con le peculiarità della professione e con il ruolo di ausiliari del sistema di amministrazione del lavoro che storicamente contraddistingue la categoria.

    Questa riforma non può essere subita passivamente, ma deve essere vissuta come un’occasione per ripensare l’identità professionale, rafforzare le competenze e modernizzare le strutture organizzative.
    È fondamentale che tutti gli attori coinvolti — dal Consiglio Nazionale agli Ordini territoriali, fino ai singoli professionisti — partecipino attivamente al processo, contribuendo con idee, esperienze e proposte concrete.

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