Teatro Dal Verme: un tributo musicale corale per gli eroi della lotta antimafia
Musica, canto e recitazione per tenere viva la memoria e trasmettere alle nuove generazioni i valori di legalità.
Il Teatro Dal Verme si è trasformato in un tempio della memoria e della speranza, ospitando, il 26 maggio, un concerto straordinario dedicato a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e a tutte le vittime della mafia. L’evento, organizzato dagli Ordini e Collegi Professionali di Milano, ha richiamato una folla numerosa in sala.
Presente all’evento anche il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano e di Fondazione CDL Milano, Potito di Nunzio, unitamente agli altri Presidenti degli ordini professionali che hanno organizzato la serata e a numerosi rappresentanti delle istituzioni.
Un’apertura tricolore che emoziona
La serata si è aperta con un momento di profonda commozione: l’Inno di Mameli eseguito da un coro di giovani studenti, vincitori di un prestigioso concorso canoro, che tenevano tra le mani rose bianche, rosse e verdi a comporre simbolicamente il tricolore italiano. Un’immagine potente che ha subito chiarito il senso profondo dell’evento: celebrare la memoria attraverso l’arte e coinvolgere le nuove generazioni nel ricordo di chi ha sacrificato la vita per la giustizia.
La maestria di Alfonso Di Rosa
Il merito artistico dell’evento va riconosciuto al maestro Alfonso Di Rosa, direttore d’orchestra e pianista, che ha saputo orchestrare uno spettacolo multidisciplinare di rara bellezza. Con la sua direzione, ha guidato una formazione orchestrale di quaranta musicisti in un programma che ha sapientemente alternato grandi classici della tradizione musicale a composizioni moderne e brani originali.
La prima parte del concerto ha reso omaggio alla “grande musica” con l’Ouverture de “La Gazza Ladra” di Rossini, “Ein Kleine Nachtmusik” di Mozart e arie liriche da “La Bohème” e “Gianni Schicchi” di Puccini, dimostrando la versatilità dell’ensemble orchestrale.
Composizioni originali per non dimenticare
Particolarmente toccante è stata la seconda parte, interamente dedicata alle composizioni originali del maestro Di Rosa. Brani come “57 Giorni Dopo”, composto nel 2022 per il trentesimo anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, “Acqua” – metafora di vita e rinascita del territorio – e “L’Alba” hanno offerto una riflessione musicale profonda sul sacrificio degli eroi antimafia e sulla possibilità di riscatto delle terre martoriate.
Un intermezzo di memoria
Il momento più intenso della serata è stato l’intermezzo, durante il quale un attore ha letto alcune dichiarazioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e del Generale Dalla Chiesa accompagnato dal solo pianoforte. Le loro parole, i loro pensieri, i loro timori hanno risuonato nella sala, ricordando la drammatica solitudine in cui questi eroi hanno combattuto la loro battaglia per la giustizia. Un minuto di silenzio musicale che ha reso tangibile la presenza spirituale dei due magistrati, trasformando il teatro in un luogo di raccoglimento collettivo.
La fusione delle arti
L’evento ha brillato per la sua capacità di fondere diverse forme artistiche: oltre all’orchestra sinfonica, sono intervenuti una rock band, un soprano, un cantante pop/rock, ballerine e un attore. Questa contaminazione tra generi – dal “Can Can” di Offenbach ai brani dei Deep Purple, da “Without You” di Mariah Carey alla “Marcia di Radetzky” di Strauss – ha reso il concerto accessibile a un pubblico eterogeneo, mantenendo sempre alto il livello artistico.
Un messaggio di speranza
Il folto pubblico presente ha risposto con calore a ogni momento dello spettacolo, dimostrando come la memoria degli eroi antimafia continui a vivere nel cuore dei cittadini. Il concerto ha rappresentato non solo un momento commemorativo, ma anche un messaggio di speranza: attraverso l’arte e la cultura, è possibile tenere viva la memoria e trasmettere alle nuove generazioni i valori di legalità e giustizia per cui Falcone, Borsellino e tanti altri hanno dato la vita.
L’iniziativa degli Ordini e Collegi Professionali di Milano, magistralmente realizzata dal maestro Di Rosa, conferma come l’arte possa essere un potente strumento di educazione civica e memoria collettiva, capace di toccare le coscienze e mantenere accesa la fiamma della giustizia.







