11 settembre 2026 – Università degli Studi di Milano
Lavoro, organizzazione e salute mentale. La lectio magistralis di Christophe Dejours
Si è svolto l’11 settembre, presso l’Università degli Studi di Milano, l’incontro “Lavoro, organizzazione e salute mentale”, dedicato alla lectio magistralis di Christophe Dejours. L’evento, organizzato con il patrocinio di LLC – Labour Law Community e accreditato presso l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano, ha riunito accademici, istituzioni, parti sociali e professionisti per confrontarsi su un tema di crescente attualità: il rapporto tra organizzazione del lavoro e benessere psicologico delle persone.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della Prof.ssa Maria Teresa Carinci (Università di Milano Statale), della Prof.ssa Marilisa D’Amico (CUG Unimi) e del Dott. Potito di Nunzio, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano e della Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano. È seguita la lectio magistralis del Prof. Christophe Dejours, cui ha fatto seguito un primo momento di confronto con il pubblico.
Il pomeriggio si è articolato in due tavole rotonde. La prima, “Lo stato dell’arte della prevenzione specifica per i disturbi di salute mentale”, moderata dalla Prof.ssa Alessandra Ingrao (Università di Milano Statale), ha visto il confronto tra ricercatori, istituzioni (EU-OSHA, INAIL) e mondo clinico. La seconda, “Dal dire al fare, dalla teoria alla pratica della prevenzione nel lavoro”, moderata dalla Prof.ssa Francesca Coin (Università di Parma), ha raccolto il punto di vista delle principali organizzazioni sindacali. I lavori si sono conclusi con le repliche dello stesso Christophe Dejours.
Il saluto del Presidente Potito di Nunzio
Aprendo i lavori, il Presidente Potito di Nunzio ha richiamato la responsabilità della professione del Consulente del Lavoro di fronte ai temi della salute mentale organizzativa, sottolineando come i Consulenti del Lavoro siano “osservatori privilegiati delle trasformazioni del lavoro”, chiamati a confrontarsi sempre più con sicurezza, welfare, conciliazione vita-lavoro e qualità delle organizzazioni.
Al centro del suo intervento, un cambio di prospettiva netto:
“La salute mentale sul lavoro non può essere considerata esclusivamente un problema individuale.”
Di Nunzio ha invitato a spostare l’attenzione dalla domanda “Come possiamo aiutare il lavoratore che sta male?” a una più difficile: “Che cosa possiamo cambiare nell’organizzazione perché le persone abbiano meno probabilità di stare male?” — uno spostamento di sguardo dall’individuo all’organizzazione del lavoro.
Il Presidente ha chiuso il suo saluto con una riflessione sul senso stesso della qualità del lavoro:
“La qualità del lavoro non si misura soltanto dalla sua produttività o dalla sua efficienza. Si misura anche dalla capacità di quel lavoro di rispettare e valorizzare la persona che lo svolge.”




