Mentre la Direttiva UE 2022/2041 sulla retribuzione minima adeguata lascia agli Stati membri la libertà di scegliere tra salario minimo legale e contrattazione collettiva, il legislatore italiano ha optato con fermezza per la seconda via.
L’introduzione del criterio dei CCNL “maggiormente applicati” segna un cambio di paradigma destinato a incidere profondamente su imprese, consulenti e organi di vigilanza.
Il contributo di Potito di Nunzio, pubblicato su Quotidiano IPSOA in occasione del XV Forum Lavoro, svoltosi a Modena il 25 febbraio 2026, analizza le criticità applicative della riforma, le sfide operative per le aziende e le prospettive di un sistema che, in attesa dei decreti attuativi, si preannuncia complesso e ricco di implicazioni sul piano giuridico e organizzativo.
